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Acconto o caparra sui lavori: come chiederlo e scriverlo
3 set 2026 · 4 min di lettura
Chiedere un anticipo prima di iniziare un lavoro è normale e ti protegge: copri l'acquisto dei materiali e verifichi che il cliente sia davvero deciso. Ma "acconto" e "caparra" non sono la stessa cosa, e la parola che usi nel preventivo cambia cosa succede se il lavoro salta.
Questa guida spiega la differenza in modo pratico. Per la formulazione precisa nel tuo caso, soprattutto su importi importanti, fatti dare un occhio dal commercialista o da un legale.
Che differenza c'è tra acconto e caparra?
Acconto: è un anticipo sul prezzo. Se il lavoro si fa, si scala dal totale. Se il lavoro salta, in linea di massima l'acconto va restituito (al netto di quanto hai già speso o eseguito). Non è pensato per "punire" chi rinuncia.
Caparra confirmatoria: è una somma che il cliente ti versa alla firma e che ha una funzione precisa se qualcuno non rispetta l'accordo. In sintesi:
- se il lavoro si fa, la caparra si scala dal prezzo, come l'acconto;
- se è il cliente a tirarsi indietro senza motivo, di norma tu puoi trattenere la caparra;
- se sei tu a non fare il lavoro, di norma il cliente può chiederti il doppio di quanto versato.
La caparra confirmatoria funziona solo se è scritta come tale nel documento che il cliente accetta. Se scrivi genericamente "acconto", quella tutela in più non c'è.
C'è anche la caparra penitenziale, che è il prezzo pattuito per potersi liberamente ritirare dal contratto: chi recede perde (o restituisce raddoppiata) la somma, e finisce lì. Si usa meno ed è bene farsela impostare da un professionista.
Quanto anticipo chiedere?
Non c'è una regola fissa. Nella pratica degli artigiani:
| Situazione | Anticipo tipico |
|---|---|
| Lavoro piccolo, pochi materiali | Anche nulla, o 20-30% |
| Ristrutturazione, bagno, impianto completo | 30-40% alla firma |
| Lavoro con forte anticipo di materiali (infissi, caldaie, sanitari su misura) | 40-50%, a volte con un secondo stato di avanzamento |
Una struttura comune è: acconto alla firma, eventuale stato di avanzamento a metà lavoro, saldo alla fine. Scriverla nel preventivo evita discussioni e ti dà liquidità durante il lavoro invece che tutta alla consegna.
Evita di chiedere il 100% in anticipo: mette il cliente sulla difensiva e, se qualcosa va storto, la posizione scomoda è la tua.
Come si scrive l'anticipo nel preventivo?
Nelle note del preventivo, in modo chiaro:
Modalità di pagamento: 40% a titolo di caparra confirmatoria alla conferma dell'ordine, 30% all'inizio della posa, saldo 30% alla fine dei lavori. Gli importi versati saranno scalati dal totale. La caparra è regolata dall'art. 1385 del codice civile.
Punti da non dimenticare:
- indica quando va versato ogni importo (alla firma, a inizio posa, a fine lavori);
- specifica se è caparra o acconto: sono parole diverse con effetti diversi;
- di' che gli importi si scalano dal totale;
- lega tutto alla validità del preventivo: la caparra si intende dovuta se il cliente conferma entro la scadenza. Come impostare la validità lo trovi in quanto far durare la validità di un preventivo.
Il resto del documento (voci, quantità, IVA, totali) va costruito come spiegato in come fare un preventivo professionale: la parte sul pagamento è un pezzo delle note, non sostituisce il dettaglio del lavoro.
Come si fattura l'anticipo (e l'IVA)?
Quando incassi un acconto o una caparra imputata a prezzo, in genere devi emettere fattura per quell'importo al momento del pagamento, con l'IVA relativa (se sei in regime ordinario). Poi, a saldo, fatturi la parte restante. La caparra "pura", finché resta tale e non è ancora imputata al corrispettivo, segue regole sue: è uno dei punti su cui conviene farsi dire dal commercialista come comportarsi, perché dipende da come l'hai scritta.
Cosa succede se il cliente rinuncia?
- Acconto generico: restituisci quanto non hai ancora speso o eseguito. Trattieni le spese documentate (materiali ordinati, sopralluoghi, progetto).
- Caparra confirmatoria: se il cliente recede senza giustificazione, di norma la trattieni come previsto dal codice civile. Metti sempre per iscritto la comunicazione al cliente.
- In ogni caso, tieni le prove: preventivo accettato, messaggi, ricevute dei materiali.
In sintesi
- Acconto = anticipo sul prezzo, si restituisce se il lavoro salta.
- Caparra confirmatoria = tutela in più: la trattieni se il cliente si ritira, la rendi doppia se ti ritiri tu. Va scritta come tale.
- Chiedi in genere 30-50% alla firma, mai il 100%.
- Scrivi importi, tempi e natura (acconto o caparra) nelle note del preventivo.
- Sull'IVA dell'anticipo e sulla formula esatta, senti il commercialista.
Se gestisci più lavori insieme, tenere traccia di chi ha versato l'acconto e chi deve ancora saldare è un lavoro a parte: con JobFlow parti dal preventivo accettato e arrivi alla fattura tenendo insieme importi e stati, senza appunti sparsi.
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