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IVA al 10% o al 22% nei preventivi: quando si applica

3 set 2026 · 4 min di lettura

Una delle domande che senti più spesso è: "Ma questo lavoro lo faccio al 10 o al 22?". La risposta cambia in base al tipo di intervento e all'immobile su cui lavori. Sbagliare aliquota non è un dettaglio: se metti il 10% dove serviva il 22%, la differenza la paghi tu.

Questa guida mette in fila le regole generali e stabili. Per il caso specifico, soprattutto quando c'è di mezzo un bene significativo, la parola finale è del tuo commercialista.

Quando si applica l'aliquota ordinaria del 22%?

Il 22% è l'aliquota standard. Si applica alla maggior parte delle prestazioni e delle cessioni di beni quando non c'è una norma che prevede un'aliquota ridotta. In pratica, se non rientri in uno dei casi agevolati descritti sotto, la riga del preventivo va al 22%.

Esempi tipici al 22%: lavori su capannoni e immobili strumentali, nuove costruzioni (fuori dai casi prima casa), interventi per un committente che non rientra nelle condizioni dell'aliquota ridotta.

Un errore frequente è pensare che l'aliquota dipenda dal tipo di artigiano ("l'idraulico fattura al 10, l'imbianchino al 22"). Non è così: dipende dall'intervento e dall'immobile, non dal mestiere. Lo stesso idraulico lavora al 10% in un appartamento e al 22% in un ufficio.

Quando si applica il 10%?

L'aliquota del 10% si applica in genere agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. È il caso più comune per idraulici, elettricisti, imbianchini e cartongessisti che lavorano nelle case dei clienti: sostituzione di una caldaia, rifacimento di un impianto, tinteggiatura, controsoffitti, piccoli spostamenti di tramezzi.

Il 10% si applica anche ad altri interventi edili (per esempio restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia), a volte con condizioni diverse. La logica generale è: casa di abitazione + intervento di recupero = quasi sempre aliquota ridotta.

Per applicare il 10% è buona regola farsi rilasciare dal cliente una dichiarazione in cui conferma che l'immobile è a uso abitativo e che l'intervento rientra tra quelli agevolati. Ti tutela in caso di controllo.

Cosa sono i «beni significativi» e come cambiano l'IVA?

Qui casca l'asino di molti preventivi. Quando in un intervento di manutenzione al 10% installi un bene significativo (l'elenco è fissato per legge e comprende, tra gli altri, caldaie, condizionatori, sanitari e rubinetterie, infissi esterni, impianti di sicurezza, videocitofoni), l'aliquota ridotta sul valore di quel bene si applica solo fino a concorrenza del valore della prestazione (in pratica, della manodopera e degli altri materiali non significativi). La parte eccedente va al 22%.

Esempio semplice: posa di una caldaia che costa 2.000 € con 800 € di manodopera e materiali di consumo. Il 10% copre 800 € di caldaia; i restanti 1.200 € vanno al 22%. In fattura questo va indicato in modo distinto: valore del bene significativo, quota agevolata, quota al 22%.

Se nel preventivo hai una caldaia, un condizionatore, dei sanitari o degli infissi dentro un lavoro al 10%, fai due conti prima di inviare e, se non sei sicuro, chiedi conferma al commercialista: è esattamente il tipo di riga che viene contestata.

Come si impostano più aliquote nello stesso preventivo?

Il punto pratico è che un preventivo può avere righe con aliquote diverse. Non sei obbligato a scegliere un'unica IVA per tutto il documento:

Voce Imponibile IVA
Manodopera rifacimento bagno 1.500 € 10%
Piastrelle e materiali di posa 900 € 10%
Sanitari (bene significativo, quota eccedente) 400 € 22%

Alla fine sommi gli imponibili per aliquota, calcoli l'IVA di ciascun gruppo e ottieni il totale. Farlo a mano su più righe è una fonte di errori: conviene usare uno strumento che tiene separate le aliquote e ricalcola i totali da solo. Con JobFlow imposti l'IVA riga per riga e il documento distingue imponibile, IVA e totale senza che tu debba rifare i conti.

In sintesi

  • Il 22% è la regola; il 10% è l'eccezione per la manutenzione sulle abitazioni private.
  • Fatti sempre rilasciare la dichiarazione del cliente quando applichi il 10%.
  • Sui beni significativi l'aliquota ridotta è limitata: separa le quote in fattura.
  • Le soglie e gli elenchi possono essere aggiornati: verifica la versione in vigore e, per il caso concreto, senti il commercialista.

Quando le aliquote sono a posto, il resto del documento lo costruisci come spiegato in come fare un preventivo professionale. Se lavori in regime forfettario, invece, l'IVA non la esponi affatto: vedi regime forfettario: cosa cambia in preventivi e fatture.

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