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Nota di credito: quando e come si emette
6 set 2026 · 3 min di lettura
Una fattura elettronica trasmessa allo SdI non si "cancella" e non si riscrive. Se contiene un errore, o se qualcosa cambia dopo l'emissione, si corregge con una nota di credito.
Questa guida spiega quando serve, come si compila e come funziona il recupero dell'IVA. Per i termini precisi nel tuo caso, la parola è del commercialista.
Quando serve una nota di credito?
I casi tipici per un artigiano:
- Errore in fattura: importo, aliquota, quantità o dati del cliente sbagliati.
- Sconto o abbuono riconosciuto al cliente dopo l'emissione.
- Lavoro contestato e in parte non dovuto per accordo tra le parti.
- Storno totale: fattura emessa per errore o operazione annullata.
- Reso di materiale già fatturato.
Non serve, invece, per un semplice ritardo di pagamento: in quel caso si sollecita, non si storna (vedi sollecito di pagamento di una fattura non pagata).
Come funziona? Il codice TD04
La nota di credito è una fattura "al contrario": stessa struttura, importi che riducono quanto fatturato prima. Nella fattura elettronica ha il tipo documento TD04 e deve contenere il blocco che richiama la fattura collegata (numero e data dell'originaria). Ha una propria numerazione progressiva e una propria data.
Se la nota di credito riduce l'IVA che avevi addebitato, ti permette di recuperare quell'IVA. I termini e le condizioni per farlo dipendono dal motivo (errore, accordo tra le parti, mancato pagamento a seguito di procedura concorsuale del cliente…): è la parte su cui il commercialista ti dice cosa è ammesso e verifica la regola in vigore.
Come si compila?
- Tipo documento: TD04.
- Fattura collegata: numero e data della fattura da rettificare.
- Righe: le voci da stornare, con lo stesso imponibile e la stessa aliquota della fattura originaria — tutte, per uno storno totale; solo alcune, o in parte, per una rettifica.
- Motivo: una descrizione chiara ("Storno per errore di importo sulla fattura n. 42 del 12/07/2026", "Abbuono riconosciuto per contestazione lavori").
- Cliente: gli stessi dati della fattura originaria.
Poi la trasmetti allo SdI come una fattura e la conservi per dieci anni insieme alle altre: come funziona il passaggio dallo SdI è spiegato in fattura elettronica per artigiani.
Nota di credito o fattura nuova?
- Se hai sbagliato e la fattura non è ancora stata pagata né registrata dal cliente, spesso ci si accorda e la nota di credito annulla tutto prima che abbia effetti.
- Se la fattura ha già prodotto effetti (pagata, portata in detrazione dal cliente, chiusa in un periodo IVA), la nota di credito è la via corretta per rimettere le cose a posto. Non "riscrivere" la vecchia fattura né emetterne una seconda uguale.
Come aiuta JobFlow
JobFlow ha la nota di credito integrata: la apri direttamente dalla fattura emessa, riprende le righe e il riferimento alla fattura collegata, tu indichi il motivo dello storno e le voci da rettificare (totali o parziali) e generi il PDF e il file XML TD04 pronti da trasmettere con il commercialista o dal portale dell'Agenzia, come per le fatture.
In sintesi
- La nota di credito corregge o annulla una fattura elettronica già trasmessa; quella vecchia non si tocca.
- Codice documento TD04, con il richiamo alla fattura collegata e numerazione propria.
- Serve per errori, sconti successivi, contestazioni, storni, resi, non per i ritardi di pagamento.
- Il recupero dell'IVA ha termini e condizioni che dipendono dal motivo: fatti confermare dal commercialista.
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